Documenti per partecipare a un bando: cosa serve, chi lo rilascia, quanto vale
In breve
I documenti per partecipare a un bando sono di quattro tipi: il modulo di domanda sul portale dell’ente, le dichiarazioni sostitutive firmate dal legale rappresentante (requisiti, de minimis, dimensione d’impresa), i documenti del progetto (relazione, preventivi, piano delle spese) e i documenti dell’impresa o di altri enti (visura camerale, DURC, bilanci). Servono poi gli strumenti per presentarla: SPID, CIE o CNS, firma digitale, PEC e, se richiesta, marca da bollo. L’elenco esatto lo dà sempre il bando.
I quattro gruppi di documenti
Ogni bando ha la sua lista, ma quasi tutte si possono ricondurre a quattro gruppi. Capire a quale gruppo appartiene un documento ti dice anche quanto tempo serve per averlo.
- Modulo di domanda: si compila sulla piattaforma dell’ente, che spesso genera un PDF riepilogativo da firmare digitalmente.
- Dichiarazioni sostitutive: le prepari tu, le firma il legale rappresentante. Si fanno in pochi minuti se hai i dati, in giorni se devi ricostruirli.
- Documenti di progetto: relazione tecnica o piano d’impresa, piano delle spese, preventivi dei fornitori, cronoprogramma, curriculum. Richiedono più tempo e, nei bandi a graduatoria, decidono il punteggio.
- Documenti dell’impresa o di altri enti: visura, DURC, bilanci, atto costitutivo, certificazioni. Dipendono da terzi: chiedili per primi.
Tabella: documento, chi lo rilascia, validità
| Documento | Chi lo rilascia o lo prepara | Validità o freschezza |
|---|---|---|
| Visura camerale | Camera di Commercio, Registro delle imprese | Nessuna scadenza di legge; molti bandi chiedono una visura recente, spesso di 3 o 6 mesi. Con la PA spesso basta dichiarare i dati |
| DURC | INPS, INAIL e, per l’edilizia, Cassa Edile, tramite DURC online | 120 giorni; spesso lo acquisisce d’ufficio l’ente |
| Regolarità con la cassa di previdenza | La cassa del professionista (per chi non è iscritto a INPS o INAIL) | Quella indicata dal bando |
| Bilanci | L’impresa; copia depositata al Registro delle imprese | Di solito gli ultimi 2 o 3 esercizi approvati |
| Modelli dei redditi | L’impresa, per chi non deposita il bilancio | Ultimo periodo d’imposta |
| DSAN sui requisiti | Il legale rappresentante (DPR 445/2000) | Riferita alla data di firma |
| DSAN de minimis | Il legale rappresentante, con gli aiuti dell’impresa unica | Riferita alla data della domanda o della concessione |
| DSAN sulla dimensione d’impresa | Il legale rappresentante, con i dati delle imprese associate e collegate | Basata sull’ultimo esercizio chiuso |
| Preventivi | I fornitori, su carta intestata, datati | Quella chiesta dal bando; se il bando lo vieta, non accettati prima della domanda |
| Documento d’identità | Comune o altra autorità | In corso di validità |
| Firma digitale | Prestatori di servizi fiduciari qualificati: dispositivo o firma remota del legale rappresentante | Fino alla scadenza del certificato |
| Marca da bollo | Rivenditori autorizzati (si indica il numero di 14 cifre), o pagamento con pagoPA se il bando lo prevede | Una per istanza, di solito 16 € |
| PEC | Gestori di posta elettronica certificata | Attiva per tutta la durata del procedimento |
| SPID, CIE, CNS | Gestori di identità digitale, Comune, Camera di Commercio | Fino alla scadenza della credenziale o della carta |
I documenti dell’impresa e di altri enti
Visura camerale
Riporta i dati ufficiali dell’impresa: forma giuridica, sede, attività e codici ATECO, capitale, amministratori, soci. Ce l’ha anche una ditta individuale, perché è iscritta al Registro delle imprese; un libero professionista senza iscrizione al Registro non ha visura. Si chiede al Registro delle imprese, anche online; il legale rappresentante può scaricarla dal cassetto digitale dell’imprenditore. Prima di allegarla, controlla che ATECO, sedi e cariche siano aggiornati: se la visura dice una cosa e la domanda un’altra, è l’ente a chiederti spiegazioni.
Non sempre devi allegarla. Vale il principio di decertificazione: nei rapporti con la pubblica amministrazione i certificati sono sempre sostituiti dalle dichiarazioni sostitutive (DPR 445/2000, art. 40), e l’ente deve acquisire d’ufficio le informazioni che dichiari e i dati che già stanno in archivi pubblici, se gli indichi dove trovarli (art. 43). Il Codice degli incentivi chiede ai bandi di rispettare queste regole quando fissano i documenti per dimostrare i requisiti (art. 13, comma 1, lettera b). In pratica molti bandi ti chiedono di dichiarare i dati della visura invece di allegarla; se il bando la chiede comunque, segui il bando.
DURC
Il Documento unico di regolarità contributiva attesta che l’impresa è in regola con INPS, INAIL e, se dovuta, Cassa Edile. Vale 120 giorni, e finché è valido non se ne chiede uno nuovo. Il decreto sul DURC online (DM 30 gennaio 2015) conta i 120 giorni dalla data della verifica, che parte con la richiesta; il Codice degli incentivi, per la concessione, parla di validità di centoventi giorni «dalla data del rilascio» (art. 18, comma 3). Quando il DURC esce subito le due date coincidono; in ogni caso la scadenza esatta è scritta sul documento. Per gli investimenti l’ente lo acquisisce d’ufficio, e un DURC irregolare blocca l’accesso: il Codice lo indica tra i motivi di esclusione per i bandi a cui si applica. Lo spieghiamo nella guida al DURC.
Se sei un libero professionista iscritto a una cassa di previdenza privata e non a INPS o INAIL, il DURC non ti riguarda: il Codice prevede che tu lo dichiari nella domanda, ferma restando la regolarità contributiva, che di solito si attesta con un certificato o una dichiarazione della tua cassa. Il bando dice come.
Bilanci e dati economici
Servono per la dimensione d’impresa, per verificare che l’impresa non sia «in difficoltà» secondo le regole europee e, in molti bandi regionali, per calcolare indici finanziari che danno punti. Tieni a portata di mano gli ultimi esercizi depositati, con nota integrativa.
Le dichiarazioni sostitutive (DSAN)
La maggior parte dei requisiti non si dimostra con un certificato ma con una dichiarazione firmata. Il DPR 445/2000 ne prevede due tipi: la dichiarazione sostitutiva di certificazione (art. 46), per stati e fatti che risultano da registri pubblici, e la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, la DSAN (art. 47), per fatti a tua conoscenza. Le firma il legale rappresentante, cioè chi per legge firma e risponde per l’impresa (l’amministratore di una società, il titolare di una ditta individuale), anche se le ha preparate un collaboratore o un consulente: chi le prepara deve controllare ogni dato. Se firmi a mano, alleghi una copia del documento d’identità; con la firma digitale non serve.
Sono documenti seri. Chi dichiara il falso decade dai benefici ottenuti (art. 75, comma 1). Dal 2020 la dichiarazione falsa comporta anche la revoca di quanto già incassato e il divieto di accedere a contributi, finanziamenti e agevolazioni per due anni da quando l’ente adotta l’atto di decadenza (art. 75, comma 1-bis). In più si risponde penalmente (art. 76), e l’ente fa controlli consultando direttamente archivi e registri pubblici. Rileggi ogni dato prima di firmare.
Dichiarazione de minimis
Se il bando usa il regime de minimis, dichiari gli aiuti ricevuti negli ultimi tre anni mobili dall’impresa unica, cioè la tua impresa insieme a quelle con cui ha rapporti di controllo. Il tetto generale è 300.000 € (Reg. UE 2023/2831). Usa sempre il modulo allegato al bando: ne circolano versioni vecchie con regole superate. Approfondisci nella guida al de minimis.
Dichiarazione di dimensione d’impresa
Attesta se sei micro, piccola o media impresa secondo la definizione europea, con dipendenti in ULA (dipendenti equivalenti a tempo pieno), fatturato e totale di bilancio, sommando i dati delle imprese associate e collegate. Il metodo è nella guida alla dimensione PMI.
Le altre dichiarazioni frequenti
- titolare effettivo, cioè le persone fisiche che possiedono o controllano l’impresa;
- impresa non in difficoltà e assenza di aiuti illegali da restituire (clausola Deggendorf);
- polizza catastrofale (l’assicurazione obbligatoria delle imprese contro terremoti, alluvioni e frane): il Codice degli incentivi esclude dagli incentivi chi non ha stipulato l’assicurazione obbligatoria contro i rischi catastrofali (L. 213/2023), con l’eccezione degli incentivi fiscali automatici e contributivi;
- documentazione antimafia: per contributi sopra i 150.000 € l’ente la richiede alla Prefettura e tu fornisci i dati dei soggetti da verificare;
- DNSH, il principio europeo di non arrecare danno all’ambiente, richiesto per PNRR e molti fondi regionali.
Le dichiarazioni compilate con i dati che hai già
Con «Prepara la domanda» Il mio bando precompila DSAN, de minimis e dimensione d’impresa dal profilo dell’azienda e ti mostra ogni campo con la fonte del dato, prima della firma. Nell’archivio vedi quando scadono DURC e visura.
Cosa c’è nella preparazione della domanda
Compila le dichiarazioniI documenti del progetto
- Relazione tecnica o piano d’impresa: descrive il progetto ed è valutata sui criteri del bando. Come scriverla è spiegato nella guida alla relazione tecnica.
- Piano delle spese: le voci di spesa divise nelle categorie del bando, con fornitore e importo al netto dell’IVA.
- Preventivi: intestati, datati, con descrizione e prezzo. Alcuni bandi ne chiedono più di uno per voce. Se il bando applica l’effetto di incentivazione, non firmarli per accettazione prima della domanda.
- Cronoprogramma: attività e mesi, entro la durata massima del bando.
- Curriculum del team, a volte con un limite di pagine.
Gli strumenti per presentare la domanda
- SPID, CIE o CNS per accedere al portale, di solito del legale rappresentante o di un delegato.
- Firma digitale del legale rappresentante, con il suo dispositivo (smart card o chiavetta) o con la firma remota: ha lo stesso valore della firma autografa. I formati più usati sono il file .p7m (CAdES) e il PDF firmato (PAdES). Usa quello che chiede il bando.
- PEC: le imprese iscritte al Registro devono avere un domicilio digitale, e l’ente ci invierà comunicazioni e richieste di integrazione.
- Marca da bollo: in genere 16 € per istanza. Se la acquisti, online indichi il suo numero identificativo di 14 cifre e la data, poi la annulli e la conservi; oppure la paghi con pagoPA, se il bando lo prevede.
In che ordine prepararli
- Controlla subito firma digitale, SPID e PEC: se qualcosa è scaduto, rinnovarlo richiede giorni.
- Chiedi ai fornitori i preventivi e verifica il DURC.
- Scarica una visura aggiornata e raccogli gli ultimi bilanci.
- Ricostruisci aiuti ricevuti e imprese collegate per de minimis e dimensione.
- Scrivi la relazione e il piano delle spese.
- Compila le dichiarazioni sui moduli del bando e firmale per ultime, quando i dati sono definitivi.
Il percorso completo della domanda è nella guida come partecipare a un bando.
Errori comuni
- Allegare una visura vecchia, con un amministratore o un ATECO non più attuali.
- Scoprire il DURC irregolare a ridosso della scadenza.
- Usare un modulo de minimis scaricato da un altro bando.
- Dichiarare nella relazione un numero di dipendenti diverso da quello della dichiarazione di dimensione.
- Firmare digitalmente un file e poi modificarlo: la firma non vale più su quel contenuto.
- Caricare file in un formato diverso da quello richiesto.
Domande frequenti
Cos’è una DSAN e quando serve?
È la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà prevista dall’art. 47 del DPR 445/2000: con la tua firma attesti fatti, stati o qualità al posto di un certificato. Nei bandi serve per dichiarare i requisiti, gli aiuti ricevuti, la dimensione d’impresa e altri dati. Una dichiarazione falsa fa perdere il beneficio ed è un reato.
Quanto dura la validità di una visura camerale?
La legge non fissa una scadenza, ma molti bandi chiedono una visura recente, spesso di 3 o 6 mesi. Spesso non devi nemmeno allegarla: con la pubblica amministrazione i dati si dichiarano e l’ente li controlla d’ufficio. Controlla l’articolo sui documenti del tuo bando e scaricane una nuova se i dati sono cambiati.
Devo allegare il DURC alla domanda?
Dipende dal bando. Spesso l’ente lo verifica d’ufficio con il codice fiscale dell’impresa, ma la regolarità contributiva è comunque un requisito. Il DURC vale 120 giorni e la scadenza è scritta sul documento: controlla che sia regolare prima di presentare la domanda. Se sei un professionista con cassa privata, il bando ti chiede di solito una dichiarazione e la regolarità con la cassa.
Serve la firma digitale per partecipare a un bando?
Quasi sempre sì, per firmare il modulo di domanda e le dichiarazioni del legale rappresentante. Alcuni bandi ammettono la firma autografa con copia del documento d’identità. Il formato richiesto, .p7m o PDF firmato, è indicato nel bando.
Quanto costa la marca da bollo per una domanda di contributo?
Quando è dovuta, l’imposta di bollo sulle istanze alla pubblica amministrazione è in genere di 16 €. Alcune domande ne sono esenti: il bando indica se il bollo è richiesto e come assolverlo.
Fonti
- DPR 445/2000, testo unico sulla documentazione amministrativa: artt. 38, 40 (comma 01), 43, 46, 47, 75 (commi 1 e 1-bis), 76
- DL 19 maggio 2020, n. 34, art. 264: introduce il comma 1-bis dell’art. 75 DPR 445/2000 (divieto di accesso alle agevolazioni per due anni)
- D.Lgs. 27 novembre 2025, n. 184, Codice degli incentivi: art. 9; art. 13, comma 1, lettera b (dichiarazioni sostitutive e acquisizione d’ufficio); art. 18, comma 3, lettera b (DURC, 120 giorni dal rilascio, esenzione per chi non è iscritto a INPS, INAIL o Cassa Edile)
- DM Lavoro 30 gennaio 2015 sul DURC online (GU n. 125 del 1° giugno 2015): art. 7, validità di 120 giorni dalla data della verifica
- Regolamento (UE) 2023/2831 sugli aiuti de minimis
- Raccomandazione 2003/361/CE sulla definizione di PMI
- D.Lgs. 159/2011, codice antimafia: art. 83
- D.Lgs. 82/2005, Codice dell’amministrazione digitale
- DPR 642/1972 sull’imposta di bollo
Le informazioni sono generali: per il tuo caso fa fede il testo del bando.