Glossario dei bandi e della finanza agevolata

Come usare questo glossario

Qui trovi, in ordine alfabetico, i termini che incontri più spesso nei bandi e nella finanza agevolata: dalle forme di agevolazione (fondo perduto, finanziamento agevolato, credito d’imposta) alle regole europee (de minimis, GBER, dimensione d’impresa), fino ai documenti e agli strumenti per presentare la domanda. Le definizioni sono semplificate: per il caso concreto fa fede il testo del bando, che a volte dà a un termine un significato proprio.

Agevolazione
Il beneficio che un bando concede: contributo a fondo perduto, finanziamento agevolato, garanzia, credito d’imposta, voucher o una combinazione. Lo stesso bando può offrire forme diverse per spese diverse.
Aiuto di Stato
Qualsiasi vantaggio economico concesso con risorse pubbliche a un’impresa. Le norme europee lo vietano in generale e lo ammettono solo entro certe regole: per questo ogni bando indica il regolamento a cui fa riferimento, di solito il de minimis o il GBER.
Anticipo
Una parte dell’agevolazione pagata prima di aver sostenuto le spese. Spesso richiede una fideiussione bancaria o assicurativa che garantisca la restituzione in caso di revoca.
ATECO
La classificazione ISTAT delle attività economiche: il codice che descrive cosa fa la tua impresa, registrato in Camera di Commercio. Oggi vale la versione ATECO 2025. Molti bandi ammettono o escludono settori in base al codice ATECO, e alcuni si riferiscono ancora alla versione 2007: in quel caso serve la tabella di raccordo ufficiale tra le due versioni.
Bando
L’atto con cui un ente apre la possibilità di chiedere un’agevolazione: chi può partecipare, per cosa, con quali regole e scadenze. Si chiama anche avviso o, per i fondi europei, call. Da non confondere con la misura, lo strumento generale da cui possono nascere più bandi.
Beneficiario
Il soggetto che riceve l’agevolazione. Nei bandi gestiti da intermediari, come banche, confidi o progetti europei «cascade», conta il beneficiario finale, cioè la tua impresa, anche se la domanda passa da un altro soggetto.
Carta degli aiuti a finalità regionale
La mappa, approvata dalla Commissione europea, delle zone italiane in cui gli aiuti agli investimenti possono avere intensità più alte. Le zone «107.3.a» sono le più svantaggiate; le zone «107.3.c» hanno maggiorazioni più contenute. La zona si ricava dal comune della sede in cui fai l’investimento.
Cascade
Un progetto europeo che riceve fondi dalla Commissione e li redistribuisce a imprese terze con proprie open call (in inglese financial support to third parties). La domanda si presenta sul sito del progetto, non sul portale della Commissione.
Click day
Una procedura a sportello in cui le domande si presentano da un giorno e un’ora precisi e vengono finanziate in ordine di arrivo: con molte domande, le risorse finiscono in pochi minuti. Conta avere tutto pronto prima dell’apertura. Lo spieghiamo nella guida al click day.
Codice degli incentivi
Il decreto legislativo 27 novembre 2025, n. 184, in vigore dal 1° gennaio 2026, che riordina le regole generali degli incentivi alle imprese in Italia: cosa deve contenere un bando, come si svolgono le procedure, quali sono i motivi di esclusione e di revoca, quali controlli fa l’ente. Alcune misure sono in riordino per effetto della riforma.
Cofinanziamento
La parte delle spese del progetto che resta a carico dell’impresa, con mezzi propri o finanziamenti privati. Se il contributo copre il 45% delle spese, il cofinanziamento è il restante 55%.
Compagine sociale
L’insieme dei soci di una società, con le rispettive quote. Molti bandi la usano per riconoscere un’impresa femminile o giovanile e chiedono che non cambi per un certo periodo dopo il contributo. Per la dimensione d’impresa serve a capire con quali imprese sei associato o collegato.
Contributo in conto impianti
Un contributo legato all’acquisto di beni durevoli, come macchinari e impianti, che nel bilancio si contabilizza insieme al bene: a riduzione del suo costo oppure come ricavo distribuito negli anni dell’ammortamento. La Nuova Sabatini è un contributo in conto impianti, anche se il suo importo si calcola in modo convenzionale come gli interessi di un finanziamento di cinque anni.
Contributo in conto interessi
Un contributo che paga una parte degli interessi effettivi di un finanziamento bancario o di un leasing, riducendone il costo per l’impresa. Da non confondere con la Nuova Sabatini, che usa gli interessi solo come metro di calcolo ma è un contributo in conto impianti.
COR
Il codice che identifica una concessione di aiuto registrata nel Registro nazionale degli aiuti. Lo trovi nel provvedimento di concessione e serve per dichiarare correttamente gli aiuti ricevuti.
Costituzione d’impresa
L’avvio formale dell’impresa. Per una ditta individuale vuol dire aprire la partita IVA e iscriversi al Registro delle imprese; per una società, firmare l’atto costitutivo dal notaio e iscriverla al Registro. Alcuni bandi per chi avvia ammettono chi non è ancora costituito, con l’obbligo di farlo entro un termine dopo l’ammissione; altri chiedono imprese costituite da non più di un certo numero di mesi.
Credito d’imposta
Un’agevolazione che non si incassa ma si usa per pagare meno imposte e contributi, in compensazione con il modello F24. Spesso non richiede una domanda con graduatoria, ma comunicazioni e adempimenti a scadenza.
Criteri di valutazione
Le voci su cui l’ente assegna i punti alla domanda, come qualità del progetto, innovatività, ricadute sul territorio e sostenibilità, ciascuna con un punteggio massimo. Nei bandi a graduatoria decidono chi viene finanziato.
Cumulo
La possibilità di sommare più agevolazioni sulle stesse spese. Ogni bando dice se è ammesso e fino a quale intensità complessiva; superare i limiti può portare alla revoca.
CUP
Il Codice unico di progetto che identifica un progetto di investimento pubblico. Di solito lo comunica l’ente dopo la concessione e va riportato su fatture e documenti di spesa.
Cut-off
Una data di raccolta delle domande nei bandi con più scadenze durante l’anno, tipici dei programmi europei. Le domande arrivate entro ogni cut-off vengono valutate insieme.
De minimis
Il regime europeo degli aiuti «di piccola entità»: un’impresa unica può ricevere al massimo 300.000 € in tre anni mobili senza notifica alla Commissione (Regolamento UE 2023/2831). Per i servizi di interesse economico generale il tetto è 750.000 €, per la produzione agricola primaria 50.000 €. I tre anni si contano a ritroso dalla data della nuova concessione, non per anni solari. Come si calcola il residuo è spiegato nella guida al de minimis.
Deggendorf
La regola per cui un’impresa che ha ricevuto un aiuto dichiarato illegale dalla Commissione europea, e non l’ha restituito, non può ricevere nuovi aiuti. Quasi tutti i bandi chiedono di dichiarare di non trovarsi in questa situazione.
Dimensione d’impresa
La classificazione in micro, piccola, media o grande impresa secondo la Raccomandazione europea 2003/361/CE, basata su dipendenti in ULA, fatturato e totale di bilancio. Micro: meno di 10 ULA e fatturato o bilancio fino a 2 milioni €. Piccola: meno di 50 ULA e fino a 10 milioni €. Media: meno di 250 ULA e fatturato fino a 50 milioni € o bilancio fino a 43 milioni €. Si sommano i dati delle imprese associate e collegate. Il calcolo passo per passo è nella guida alla dimensione PMI.
Ditta individuale
L’impresa di una sola persona, il titolare, che risponde dei debiti anche con il proprio patrimonio personale. È la forma più semplice per avviare un’attività: si apre con la partita IVA e l’iscrizione al Registro delle imprese. Nei bandi il titolare è anche il legale rappresentante.
DNSH
Il principio europeo «non arrecare danno significativo» all’ambiente (Do No Significant Harm): il progetto non deve peggiorare clima, acqua, economia circolare, inquinamento e biodiversità. È obbligatorio per i fondi PNRR e per molti fondi regionali, con dichiarazioni e schede tecniche dedicate.
Dotazione finanziaria
Le risorse complessive messe a disposizione dal bando. Nei bandi a sportello, quando la dotazione è finita il bando chiude per esaurimento anche prima della scadenza.
DSAN
La dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 47 del DPR 445/2000): con la tua firma dichiari fatti, stati o qualità al posto di un certificato. Accanto c’è la dichiarazione sostitutiva di certificazione (art. 46). Chi dichiara il falso risponde penalmente (art. 76) e perde il beneficio ottenuto (art. 75).
DURC
Il Documento unico di regolarità contributiva: attesta che l’impresa è in regola con i contributi INPS, INAIL e, per l’edilizia, Cassa Edile. Vale 120 giorni dalla richiesta e, finché è valido, non se ne chiede uno nuovo. Per molti incentivi l’ente lo acquisisce d’ufficio, ma un DURC irregolare blocca concessione ed erogazioni. Vedi la guida al DURC.
Effetto incentivante
La regola per cui l’aiuto deve spingere a fare un investimento che altrimenti non si farebbe. In pratica, per gli aiuti in GBER, la domanda va presentata prima di iniziare i lavori o di impegnarsi in modo vincolante, per esempio con un ordine firmato o un preventivo accettato.
Esaurimento delle risorse
La chiusura di un bando, di solito a sportello, perché le domande arrivate hanno già impegnato tutta la dotazione. L’ente lo comunica con un avviso; a volte il bando riapre con nuove risorse.
ESL
L’equivalente sovvenzione lordo: il valore di un aiuto espresso come se fosse un contributo a fondo perduto. Serve a confrontare forme diverse, perché un prestito agevolato o una garanzia valgono meno del loro importo nominale, e a calcolare il de minimis e l’intensità di aiuto.
Finanziamento agevolato
Un prestito a tasso ridotto o a tasso zero, da restituire a rate. Spesso si combina con una quota a fondo perduto.
Finestra
Il periodo in cui si possono presentare le domande, con data e ora di apertura e di chiusura. Un bando può avere più finestre, fasi successive o più cut-off.
Firma digitale
La firma elettronica qualificata che ha lo stesso valore della firma autografa. I formati più usati sono CAdES (file con estensione .p7m) e PAdES (PDF firmato). Serve un dispositivo o un servizio di firma remota intestato al firmatario, di solito il legale rappresentante.
Fondo di garanzia per le PMI
Lo strumento pubblico nazionale che garantisce una parte dei finanziamenti concessi dalle banche alle piccole e medie imprese, così da facilitare l’accesso al credito. La richiesta di solito passa dalla banca o da un confidi.
Fondo perduto
Un contributo che l’impresa non deve restituire, salvo revoca. Può essere in conto capitale, sugli investimenti, o in conto esercizio, sui costi di gestione, e di solito copre una percentuale delle spese ammissibili. Ne parliamo nella guida ai bandi a fondo perduto.
Funding & Tenders
Il portale della Commissione europea in cui si pubblicano e si presentano i bandi dei programmi gestiti direttamente dall’Unione, come Horizon Europe, LIFE ed EIC. Per partecipare serve registrare l’organizzazione e ottenere un codice PIC.
Garanzia
Un impegno pubblico a coprire una parte del prestito che una banca concede all’impresa, se l’impresa non lo rimborsa. Rende più facile ottenere credito. Vedi anche Fondo di garanzia per le PMI.
GBER
Il Regolamento generale di esenzione per categoria (UE 651/2014), che elenca gli aiuti concedibili senza notificarli alla Commissione e fissa per ciascun tipo (investimenti, ricerca, ambiente, formazione) le intensità massime. Gli aiuti in GBER richiedono in genere: dimensione d’impresa corretta, impresa non in difficoltà, effetto incentivante, rispetto della regola Deggendorf e dei limiti di cumulo.
Graduatoria
Una procedura in cui tutte le domande presentate entro la scadenza vengono valutate e ordinate per punteggio; si finanziano dalla prima fino a esaurimento delle risorse. Conta la qualità della domanda, non l’ordine di arrivo.
Impresa femminile
Un’impresa in cui le donne hanno la prevalenza nel capitale o negli organi di amministrazione. La definizione cambia da bando a bando, per percentuali, ruoli e regole sulle ditte individuali: va controllata ogni volta.
Impresa giovanile
Un’impresa in cui i giovani hanno la prevalenza nel capitale o negli organi di amministrazione. L’età massima e il modo di contarla cambiano da bando a bando: «meno di 35 anni» non sempre coincide con «fino a 35 anni compiuti».
Impresa in difficoltà
Una condizione definita dall’art. 2, punto 18, del GBER, che impedisce di ricevere la maggior parte degli aiuti. Un’impresa è in difficoltà se si trova in almeno uno di questi casi: una società di capitali ha perso, per perdite cumulate, più della metà del capitale sociale sottoscritto; una società con soci a responsabilità illimitata ha perso più della metà dei fondi propri; l’impresa è in una procedura concorsuale per insolvenza o ne ha i requisiti; ha ricevuto un aiuto per il salvataggio o la ristrutturazione e non ne ha ancora chiuso gli obblighi. Le PMI costituite da meno di tre anni non sono in difficoltà per le sole perdite di capitale. Il criterio degli indici di bilancio, cioè per due anni rapporto tra debito e patrimonio netto superiore a 7,5 e rapporto tra EBITDA e interessi inferiore a 1, vale solo per le imprese che non sono PMI.
Impresa unica
Per il de minimis, l’insieme delle imprese legate da rapporti di controllo: maggioranza dei voti, potere di nominare la maggioranza degli amministratori, influenza dominante per contratto o statuto, accordi tra soci. Il massimale de minimis vale per l’impresa unica, non per la singola società.
Imprese associate e collegate
Le imprese con cui la tua ha legami di partecipazione, che contano per la dimensione d’impresa. Sono associate se una detiene almeno il 25% del capitale o dei voti dell’altra senza controllarla: i dati si sommano in proporzione. Sono collegate se c’è controllo, per esempio la maggioranza dei voti: i dati si sommano per intero.
Intensità di aiuto
La percentuale delle spese ammissibili coperta dall’agevolazione, espressa in equivalente sovvenzione lordo. Può cambiare con la dimensione dell’impresa, la zona della sede e il tipo di spesa.
Intervento sostitutivo
Quando, al momento di pagare un contributo, il DURC segnala un debito contributivo, l’ente trattiene l’importo dovuto e lo versa direttamente a INPS, INAIL o Cassa Edile. Il resto del contributo va all’impresa.
Legale rappresentante
La persona che può agire e firmare in nome dell’impresa: il titolare in una ditta individuale, di solito l’amministratore unico o il presidente del consiglio di amministrazione in una società. Firma la domanda e le dichiarazioni sostitutive, e ne risponde. Il suo nome e i suoi poteri risultano dalla visura camerale.
Marca da bollo
L’imposta di bollo dovuta su molte istanze alla pubblica amministrazione, in genere 16 €. Online si indica il numero identificativo di 14 cifre della marca acquistata, oppure si paga con pagoPA se il portale lo prevede. Il bando dice se è richiesta.
Misura
Lo strumento generale di agevolazione, definito da una norma o da un programma, da cui nascono uno o più bandi. Per esempio, una misura nazionale per l’avvio d’impresa può avere un bando per il contributo e uno per un voucher.
Nuova Sabatini
L’incentivo del Ministero delle imprese e del made in Italy per gli investimenti delle PMI in macchinari, impianti, attrezzature, hardware e software, abbinato a un finanziamento bancario o a un leasing. La domanda si invia alla banca, non al Ministero. Come funziona è spiegato nella guida alla Nuova Sabatini.
Partita IVA
Il numero di 11 cifre che identifica, ai fini fiscali, chi esercita un’attività d’impresa o di lavoro autonomo. Si apre all’Agenzia delle entrate indicando il codice ATECO; le imprese si iscrivono anche al Registro delle imprese. La maggior parte dei bandi per imprese e professionisti la richiede già aperta; alcuni bandi per chi avvia permettono di aprirla dopo l’ammissione.
PEC
La posta elettronica certificata: un’email con valore legale, equivalente a una raccomandata con ricevuta di ritorno. Le imprese iscritte al Registro delle imprese devono averne una, e gli enti la usano per tutte le comunicazioni sulla domanda.
Piano d’impresa
Il documento, chiamato anche business plan, che descrive il progetto: idea, mercato, organizzazione, investimenti e previsioni economiche e finanziarie per alcuni anni. Nei bandi per l’avvio d’impresa è spesso il cuore della domanda e viene valutato con i criteri di valutazione. Come scriverlo bene è nella guida alla relazione tecnica.
PIC
Il Participant Identification Code: il codice di 9 cifre che identifica un’organizzazione sul portale Funding & Tenders della Commissione europea. Serve per partecipare ai bandi europei.
PMI
Le piccole e medie imprese: micro, piccole e medie secondo la definizione europea (vedi dimensione d’impresa). Molti bandi sono riservati alle PMI o danno loro intensità di aiuto più alte.
Polizza catastrofale
L’assicurazione contro i danni da sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni su terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature. Sono obbligate le imprese con sede legale in Italia e quelle con sede all’estero e una stabile organizzazione in Italia, tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese (L. 213/2023, art. 1, comma 101). Sono escluse le imprese agricole dell’art. 2135 del codice civile, che hanno strumenti propri (comma 111). Chi non è assicurato ne subisce le conseguenze nell’assegnazione di contributi pubblici (comma 102): per questo molti bandi chiedono di dichiarare di averla, con numero e scadenza.
Premialità
Punti o percentuali di contributo in più per chi ha certe caratteristiche: impresa femminile o giovanile, rating di legalità, sede in aree svantaggiate, certificazioni, nuova occupazione. Nei bandi a sportello sono spesso maggiorazioni dell’intensità.
Proroga
Lo spostamento in avanti di una scadenza, deciso dall’ente con un atto pubblicato.
Rating di legalità
Il riconoscimento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, da una a tre stelle, per le imprese che rispettano requisiti di legalità e trasparenza. Lo possono chiedere le imprese con almeno 2 milioni € di fatturato e dà premialità in molti bandi.
Rendicontazione
La documentazione delle spese sostenute, con fatture, pagamenti e relazioni, da presentare all’ente per ricevere l’agevolazione o il saldo. Le regole sono nel bando e nei manuali dell’ente.
Rettifica
La correzione di un bando già pubblicato, decisa dall’ente con un atto. Può cambiare requisiti, criteri o documenti: chi ha una domanda in preparazione deve controllare cosa è cambiato.
Revoca
Il ritiro dell’agevolazione, totale o parziale, se l’impresa non rispetta gli obblighi (requisiti, tempi, vincoli di mantenimento degli investimenti) o se una dichiarazione risulta falsa. Comporta la restituzione con interessi.
RNA
Il Registro nazionale degli aiuti di Stato, gestito dal Ministero delle imprese e del made in Italy: raccoglie gli aiuti concessi alle imprese, compresi quelli de minimis. Gli enti lo devono consultare prima di concedere e pagare un aiuto; la sezione Trasparenza su rna.gov.it è consultabile da chiunque.
SAL
Lo stato di avanzamento lavori: una rendicontazione intermedia delle spese sostenute, che permette di ricevere parte dell’agevolazione prima della fine del progetto.
Soglia di ammissibilità
Il punteggio minimo da raggiungere perché la domanda sia finanziabile, sul totale o su singoli criteri. Sotto la soglia la domanda viene esclusa anche se ci sono ancora risorse.
Spese ammissibili
Le spese che il bando accetta di finanziare, con eventuali tetti per categoria, per esempio «consulenze fino al 20% del progetto». L’IVA di regola non è ammissibile, salvo che l’impresa non possa recuperarla.
SPID, CIE e CNS
Le identità digitali per accedere ai portali della pubblica amministrazione: Sistema pubblico di identità digitale, Carta d’identità elettronica e Carta nazionale dei servizi. Di solito l’accesso lo fa il legale rappresentante o un suo delegato.
Sportello
Una procedura in cui le domande vengono esaminate in ordine di arrivo e finanziate finché ci sono risorse. Nello sportello «valutativo» l’ente verifica anche requisiti e punteggi minimi, sempre in ordine cronologico. Quando l’apertura è a un’ora precisa e le domande sono molte si parla di click day.
Start-up innovativa
Una società di capitali giovane, con prodotti o servizi ad alto contenuto tecnologico, iscritta nella sezione speciale del Registro delle imprese. Ha accesso a misure dedicate.
Titolare effettivo
La persona fisica che, direttamente o indirettamente, possiede o controlla l’impresa, di solito con più del 25% del capitale. Va indicata nelle dichiarazioni antiriciclaggio.
TRL
Il livello di maturità tecnologica (Technology Readiness Level), su una scala da 1, principi di base osservati, a 9, sistema provato in ambiente operativo. I bandi europei per l’innovazione chiedono spesso un TRL minimo.
ULA
Le unità lavorative annue: il numero di persone che hanno lavorato a tempo pieno per tutto l’anno. Part-time, stagionali e chi ha lavorato solo una parte dell’anno contano in proporzione. Non si contano apprendisti e studenti con contratto di formazione, né i periodi di congedo di maternità o parentale. Le ULA servono a stabilire la dimensione d’impresa.
Visura camerale
Il documento della Camera di Commercio con i dati ufficiali dell’impresa: forma giuridica, sede, attività e codici ATECO, capitale, amministratori, soci. Molti bandi la chiedono rilasciata da non più di 3 o 6 mesi.
Voucher
Un contributo di importo contenuto per acquistare servizi o beni specifici, come consulenze per la digitalizzazione, l’export o la formazione, spesso dalle Camere di Commercio e con procedura semplificata.
ZES unica
La Zona economica speciale unica, operativa dal 2024, in cui le imprese hanno agevolazioni fiscali, come il credito d’imposta per gli investimenti, e procedure semplificate. Comprende le regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La legge 18 novembre 2025, n. 171, l’ha estesa a Marche e Umbria: dal 2026 il credito d’imposta vale anche per le zone assistite di queste due regioni. Rientrare o no dipende dal comune in cui fai l’investimento.

I termini letti direttamente nel tuo bando

Quando un bando usa questi termini in modo suo, conta la sua definizione. Con «Chiedi al bando» fai una domanda sul testo e ricevi la risposta con l’articolo citato.

Come leggiamo i requisiti dei bandi

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Per vedere come questi termini si incastrano in una domanda vera, parti dalla guida su come partecipare a un bando o da quella sulla finanza agevolata.

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